Importanti potenzialità per i nostri formaggi sui principali mercati europei

Anche se la pandemia ha influito sensibilmente sulle esportazioni dei formaggi italiani, da varie analisi emergono potenzialità importanti ancora inespresse per i nostri formaggi sui principali mercati europei.
Una grandissima parte di consumatori ritiene il formaggio italiano come tra quelli di maggiore qualità e, proprio da qui si può ripartire per recuperare il gap creato dalla pandemia.
Una recente indagine di Nomisma per Afidop (Associazione dei Formaggi Italiani Dop e Igp) ha indagato le abitudini di consumo di formaggi in Europa, in particolare nei mercati di Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Svizzera. Le prospettive per i prodotti italiani appaiono incoraggianti in vista del recupero dei consumi post-Covid, soprattutto nella fascia di consumatori ‘gourmet’ e con maggiore capacità di spesa.
In base ai risultati della ricerca, oltre 9 consumatori europei (relativi ai 5 mercati analizzati) su 10 hanno consumato formaggi italiani negli ultimi 12 mesi. I formaggi più consumati in Europa sono, secondo il percepito dei consumatori intervistati, quelli a pasta dura (preferiti soprattutto da svizzeri, francesi e spagnoli); seguono a pari merito i freschi (consumati soprattutto in Svizzera e Germania) e quelli a pasta semi-dura (soprattutto in Germania – Edamer e Gouda – e Spagna) e, infine quelli a pasta molle come Brie e Camembert che ‘esplodono’ in Francia.
L’Italia e la Francia figurano al primo posto tra i Paesi che producono i formaggi di maggiore qualità secondo i consumatori europei, seguite dall’Olanda. I formaggi italiani sono quelli più consumati (eccezion fatta per Germania e Spagna, che preferiscono quelli francesi. Sette europei su 10 hanno acquistato almeno una volta un formaggio Made in Italy nell’ultimo anno (con un picco del 78% in Francia e del 74% in Spagna).

Il profilo del consumatore europeo di formaggi italiani restituisce un identikit ben preciso. Ha una posizione lavorativa stabile (tra lavoratori autonomi/liberi professionisti e imprenditori la quota di user Italian cheese è dell’81%, tra i lavoratori dipendenti 75% – contro il 65% di chi non lavora), è benestante (tra chi ha redditi medio-alti la quota di consumatori cresce fino al 78% – contro il 68% di chi ha redditi medio-bassi) ed ha ‘collegamenti con l’Italia’ (tra chi è stato in Italia o ha familiari di origini italiane, la quota di acquirenti di formaggi italiani è più elevata della media).

Chi consuma formaggi italiani tende inoltre ad essere un consumatore più ‘esperto’, più attento alla salute e alla qualità tanto che, nelle famiglie con figli piccoli, la quota di user arriva al 79% (10 punti in più rispetto al tasso delle famiglie senza figli piccoli). Analizzando le fasce di età e il genere, si individua una certa trasversalità: la quota di consumatori di formaggi italiani cresce leggermente tra i Generation X, soprattutto in Francia e Spagna, mentre l’unica differenza in termini di genere si riscontra in Germania, dove lo user di Italian cheese è principalmente donna.

Tra chi sceglie prevalentemente formaggi di origine straniera, il tasso dei formaggi italiani svetta all’84%. Ma anche tra i consumatori più attenti alla qualità è più alta la quota di acquirenti di formaggi Made in Italy: 78% tra chi sceglie formaggi Dop-Igp e 79% tra chi compra formaggi biologici. DopIgpBio Sostenibile sono le parole chiave dei consumatori che con più probabilità mettono i prodotti dairy italiani nel carrello. Anche consumatori più attenti, consapevoli ed evoluti/digitalizzati, nonché quelli più propensi ai consumi fuori casa, sono quelli più attratti dal dairy italiano.

Ma quali sono gli attributi distintivi dei formaggi italiani rispetto a quelli nazionali? Innanzitutto, in ciascun mercato viene riconosciuto un prezzo più elevato rispetto a quello nazionale (più in Spagna e Germania, meno in Francia, Regno Unito e Svizzera), riconducibile in particolare ad una superiorità percepita dal punto di vista qualitativo e organolettico (lo dichiara un terzo dei consumatori).

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